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sabato 23 aprile 2011

Come la falda di Milano...


Non tutti sanno che...


Milano é sempre stata una città ricca d'acqua e questa ricchezza è stata usata a partire dell'inizio dell'era industriale per alimentare le sue fabbriche. Più le fabbriche crescevano più la necessità d'acqua aumentava e, continuando a chiederne la falda si è allargata per soddisfare questa richiesta. Poi le fabbriche sono sparita ma la portata della falda era ormai aumentata ed il livello è aumentato al punto da diventare un problema arrivando a lambire se non allagare cantine e stazioni della metro.


Se credi che "personale non sia sinonimo di importante" hai bisogno di molte energie per arrivare alla fine della giornata, e più le giornate si fanno pesanti più ha bisogno di quel pizzico di energia in più. Non sai come ma la trovi ed il giorno dopo ancora, magari anche un pochino di più perché non basta mai, non hai fatto abbastanza, non hai ottenuto i risultati che volevi, non hai reso felici le persone importanti. Poi un giorno queste necessità spariscono e le tue giornate sono piene di energie e vuote di cose importanti e diventa così difficile riempire, persino con cose inutili, 23 ore in un mondo che dorme un terzo del tempo... mentre tu vorresti indietro tutte le ore di sonno perse non per riposare ma per avere avere una tregua dalla tua testa che non fa altro che pensare...

lunedì 21 marzo 2011

Commitments
...ovvero la strada di mattoncini gialli


Even if the whole world is falling down,
if you are proud of where you come from,
there is only a rule the you will always follow:
noblesse oblige.

mercoledì 17 novembre 2010

Le scelte difficili... :-P


Su molti profili FB oggi ho visto, assieme a vari cambi di avatar, campeggiare questa frase:


Dal 15 al 20 novembre cambia la foto del tuo profilo di Facebook con quella di un eroe dei cartoni animati della tua infanzia e invita i tuoi amici a fare lo stesso...lo scopo? Per una settimana non vedremo una sola faccia "vera" su Facebook ma un'invasione di ricordi d'infanzia... e...dai... cambiate le foto!!!!


Direi un ottimo motivo per cambiare [solo per qualche giorno però! :-D ] il MaialNino... il problema è stato a quel punto scegliere quale cartone animato meritasse di essere selezionato a tale scopo. Dopo un po' ho ricordato la stampa di Madoka che è rimasta per anni appesa, la volta che tornando da capodanno tra tormente di neve alle 7 del mattino, dopo aver fatto di tutto [acceso macchine coi cavi della batteria, messo catene sotto 50cm di neve, scovato macchine sotto la neve con secchiate di acqua bollente e sale, fatto uscire dal balcone gente che decisamente non doveva incontrare il padre di qualche ragazza], non sono andato a letto per rivedere una puntata che sapevo già a memoria... la scelta non poteva che ricadere su Kimagure Orange Road. :-)


Kyosuke (sotto un albero, voce narrante): ...E quando sarà di nuovo qui... io fingerò di dormire sotto quest'albero... ecco... sta per arrivare... adesso si metterà a solleticarmi il naso... e poi mi dirà...
Madoka: Guarda che a dormire all'aperto ti buscherai un bel raffreddore!
Kyosuke (narratore): Dopodiché...
Kyosuke: Etchu!
Madoka: Hai visto? Che cosa ti avevo detto?
Kyosuke: Un pisolino è l'ideale per ricaricarsi.
Madoka: Un pisolino è l'ideale per ricaricarsi... Già. Me lo ha detto anche una certa persona tanto tempo fa...
Kyosuke: Sì? Scusa si potrebbe sapere chi è questa certa persona?
Madoka: Un ragazzo, un meraviglioso ragazzo. È stato il mio primo amore. E anche adesso...
Kyosuke: Quel ragazzo pensa che tu sia la cosa più importante che tu gli sia capitata nella vita.
Kyosuke (narratore): Io, Kyosuke Kasuga, sto dando per la seconda volta a Madoka Ayukawa... il mio primo bacio.


Sai, questa... questa è stata la mia città preferita fin dal primo giorno in cui sono arrivato, da quando ho contato i gradini di questa scalinata. Da quel momento è diventata la città migliore del mondo per me e credimi, nessun altro luogo può essere paragonato a questo!


mercoledì 22 settembre 2010

Che noia, che barba... che barba, che noia...


Lascio i coccodrilli a chi ci campa e mi limito ad un saluto a Sandra Mondaini che il destino ha voluto ci lasciassi poco dopo il suo Raimondo. Un finale degno della loro avventura in cui hanno incarnato, nel bene e nel male, fustigando e sdoganando, molta della quotidianità delle coppie italiane dal dopoguerra ad oggi. Senza di voi la comicità italiana sarà un pochino di più... una noia ed una barba... ;-)


giovedì 15 aprile 2010

Bye bye Raimondo...


Ci lascia anche uno degli ultimi protagonisti della comicità popolare ed elegante che ha segnato l'Italia dal dopoguerra fino ai giorni nostri. Il ricordo lo lascio al coccodrillo di rappresentanza. Devo ammettere che ho sempre amato molto di più la sottile ironia sull'Italia in coppia con Tognazzi rispetto alla disincantata comicità sulle dinamiche di coppia assieme alla Mondaini che nata come analisi della realtà è finita per diventare un po' un freno per l'evoluzione della coppia nella società moderna: "Vedi, sono così anche Sandra e Raimondo eppure sono ancora li dopo tanti anni." Ci mancherai, ma sono sicuro che appena arrivato di là avrai trovato subito il modo di fare una battuta anche su San Pietro all'ingresso. ;-)







sabato 31 ottobre 2009

Tanti auguri campione


Per chi è cresciuto con i suoi film che rispuntano sempre inossidabili, sentire che oggi compie 80 anni suona a dir poco strano, quasi come vedere il suo passato olimpionico o le altre mille incarnazioni che in questi decenni è riuscito ad inventarsi. Che dire a questo punto se non... Cento di questi giorni Bud... non uno di meno, altrimenti ci arrabbiamo! ;-)


giovedì 29 ottobre 2009

Drink a little dream with me... :-)


La mattina è limpida e la luce che entra dalle ampie vetrate inonda la sala e fa risaltare le decorazioni floreali. Da questa posizioni a metà dalla fila laterale appare nelle finestre, alle spalle del viso sorridente di Mayr, il cielo azzurro e le cime con le prime spruzzate di neve. Più in basso le facciate dei palazzi storici del corso sentono i passi silenziosi degli abitanti ed il vociare degli italiani in coda. Questi cercano di proteggersi dal freddo nascondendo vestitini e completi con cravatta sotto un mix di eleganti cappotti e improbabili sbracciati da magazzino. Qualcuno sventola orgoglioso i biglietti come se profumassero già quelli di fiori bianchi o cuoio mentre altri stringono cartoncini che servono a tamponare l'eccessivo successo del giorno prima. Il calice, non meno del palato, ha ancora i sentori di crosta di pane del Giulio e lo si annusa distrattamente decidendo sul da farsi mentre si guarda la sala. Attorno a noi c'è il primo assalto ai bianchi altoatesini e friulani con i padroni di casa impegnati ad affrontare i primi visitatori e l'italiano, quest'ultimo usando frasi punteggiate di "sooo" e "come di Tite Foi". Sul palco i vini estremi attendono solitari e tutt'altro che offesi, sanno che il tardo pomeriggio porterà loro fin troppa gente e lavoro. A centro sala i piemontesi ancora latitano, con qualche eccezione impegnata ad assecondare la lusinghe di irreprensibili nebbiolisti che trovano ideale cominciare la giornata con una Barbera passata in rovere di slavonia. Sopra di loro, in balconata, i toscani si godono la vista divertiti alternando frasi di fraterno campanilismo a discorsi più seri fatti tra di loro o con qualche zelante visitatore spinto dal "anche se mi asfaltano la lingua li bevo adesso prima che finiscano". Dietro di loro le vetrate lasciano intravedere la sagoma delle terme nuove e le cime degli alberi che affondano le radici nelle gelide acque del Passirio, nascosto alla vista dalla sagoma del tendone della zona gastronomica. L'idea stuzzica l'appetito ma a tenerlo a bada basta l'idea del faccione baffuto che ci aspetta fuori per pranzo con il cappello a sacchetto ed i crauti caldi da mettere nei panini con i meranesi.


Ora basta sognare, le 5 terre fanno capolino fuori dal finestrino approfittando di qualche arcata o stazioncina incastonata nella roccia. Il viaggio è quasi finito e la giornata si prospetta molto lunga. Chi può essere biasimato però se ogni tanto viene sopraffatto da un po' di nostalgia di casa... ;-)


giovedì 10 settembre 2009

Forever...Allegria!


Ci sono quei personaggi che sono sempre stati con noi fino al punto che la mente arriva a dimenticarsi fin dell'idea che un giorno dovranno andarsene. Mike è sicuramente uno di questi, tanto da legarlo all'idea di televisione forse più che il telecomando. In mezzo a tanti coccodrilli ritriti ho trovato molto carino quello di Michele Serra e lascio fare a lui l'ultimo saluto. :-)


Quel piazzista della tv del benessere

Con Mike Bongiorno muore la televisione popolare del Novecento, quella fondata sul lavoro. Nella quale i ruoli erano definiti e separati, come in una fabbrica.
Il presentatore, il concorrente, la valletta, il notaio, e uscendo dal quiz l'annunciatrice, lo speaker, il telecronista, l'attore, l'imitatore, il cantante... erano definiti e separati. Capiva poco, e giudicava male, la televisione post-industriale dei nostri giorni, la confusione del reality, le risse verbali che confondono il regista e "sporcano" le inquadrature, lo sgomitare degli avventizi, l'essere in video senza alcuna giustificazione "professionale". Prese a male parole anche il Gabibbo ("Vattene, o chiamo le guardie!") che pure è un lavoratore televisivo tra i più umili e tradizionali, perché non sopportava che si turbasse il regolare svolgimento del suo quiz.
Era un uomo d'ordine. Un italiano del dopoguerra, operoso e pragmatico, felice di essere scampato a quello sconquasso, contento di vivere, di guadagnare quattrini, di comperarsi una casa più grande. La sua, a Milano, l'aveva scelta esattamente a mezza via tra gli studi della Fiera e la sede della Rai, perché il lavoro regolava la sua vita come un dio benevolo ma indiscutibile, e niente doveva accadere che non fosse "professionale". In questo, nella Rai delle origini, Mike incarnava l'aspetto non-romano, ingenuo, anticinico, nordista. È probabile che la sua popolarità, più ancora che nell'esotismo "americano", avesse radici nel piglio promettente e dinamico, da capufficio del boom, con il quale conduceva i suoi quiz: doveva apparire modernissimo, in quell'Italia in larga parte contadina e paesana, il giovanotto benvestito, con la cartella sotto il braccio, che sbrigava con destrezza quelle complicate trafile di domande e risposte. La valletta era la sua segretaria. Diede moltissimo a quella Rai, pedagogica e democristiana, nella quale una domanda sul controfagotto poteva ben figurare tra i metodi di acculturazione popolare.
Entrò a Mediaset con lo stesso slancio, spiegando quel passaggio d'epoca con il più bongiornesco e disarmante dei commenti: "Sapete, Berlusconi mi ha offerto dieci volte di più di quanto mi dava la Rai". Molti altri ebbero da Berlusconi dieci volte di più, non facendolo sapere. Seppe servire come nessun altro, con zelo e serietà, i nuovi padroni della televisione, gli sponsor, che citava come gli dei dell'Olimpo anche se producevano provole o detersivi da cesso. La sua maniera tetragona, imperturbabile, di seguire il filo logico delle cose, e solamente quello, lo rese amatissimo perfino da chi (non solo gli intellettuali) amava sorridere di lui, trovando irresistibile la sua psicologia molto basica, per niente smaliziata. Nella meraviglia con la quale presentava i concorrenti laureati ("Pensate!") si rifletteva l'arretratezza culturale dell'Italia di mezzo secolo fa, ma anche un rispetto delle gerarchie, delle forme, perfino delle apparenze che è stato totalmente stravolto, per mano della stessa televisione, negli ultimi vent'anni.
Non è dato sapere se Mike si fosse accorto davvero di quanto profondo, traumatico e irrimediabile fosse stato il cambiamento: dai tempi di "Pensate, è laureata" a quelli di "Lo sa dove deve mettersela, la sua laurea?". Forse fingeva di non essersene accorto, forse davvero era troppo impegnato a ricongegnare per l'ennesima volta un telequiz. Fatto sta che, a 85 anni, l'infinito ritorno dentro lo schema del "suo" telequiz, e della "sua" televisione, aveva assunto una certa qual magnifica follia. Vecchio, curvo, utilizzato da Sky per spot non sempre indulgenti con la sua età, aveva oramai l'aspetto e lo sguardo del vegliardo incontrollabile, quello che non deve rendere conto a nessuno perché cammina di fianco ai Campi Elisi.
Dalla vita ha avuto moltissimo, compreso (e non è poco) l'affetto di un intero popolo che lo considera uno di famiglia. Se ne è andato senza dovere fare i conti (o forse: rifiutandosi di farli, beato lui) con la fine della sua tv, quella delle competenze, dei tempi giusti, della pronuncia scandita perché tutti capiscano e nessuno si senta a disagio. Una televisione del benessere e non del malessere. La sua tv era morta già prima di lui. Ne era vedovo, ma le aveva voluto così bene che fingeva fosse ancora viva, e al suo fianco. Rimpiangeremo entrambi, e con una particolare, affettuosa delicatezza, il vecchio signore vestito di bianco che si faceva portare fuori scena da Fiorello, sottobraccio, ultima inquadratura di un viaggio solo domestico, ma formidabile per quanto è stato lungo, e cocciuto, e vitale.


domenica 30 agosto 2009

CeTra una volta...


Mentre la televisione cerca di abbassali il livello di qualità dei programmi puntando sulla disinformazione e sull'inutilità di certi finti e vuoti personaggi costruiti solo per riempire palinsesto e giornalacci, è trista leggere di aver perso un altro personaggio poliedrico ed acuto capace di mettere un pizzico di intelligenza anche nelle canzoni per bambini. Questa volta a lasciarci è Virgilio Savona, mente storica del Quartetto Cetra. A pensare cosa [dire chi sarebbe un complimento] propone la scena musicale italiana vien voglia di rifugiarsi un po' su Youtube in cerca di conforto. :-(








Ovviamente trovate anche tutti gli altri 10 pezzi. ;-)

domenica 28 settembre 2008

It's alla about the land...
...ovvero, l'impürtant l'é la téra :-D


Come ogni hanno è giunto il momento di metter mano a forbicione e sporte per mettere in cantina il lavoro fatto in questi mesi in vigna. Soliti problemi con il tempo, solite litigate con la mamy per la sua "logistica creativa", solita caccia all'uomo per cercare il tizio che "bat l'üga. Nuovi disturbi [il bimbo dei vicini è ormai incontrastato campione mondiale di perché?] e nuovi braccianti, anche la mamy, come sempre entro i primi 3 filari, ha ricordato quanto fosse veloce la zia. ^^; Buffo fare i confronti con le quantità della mia infanzia, quando era un lavoro che impegnava 6-7 persone per un paio di giorni. E, parlando di nostalgia, come non ricordare la canzone che meglio rappresenta questo momento agreste [un grazie al Rebus che la ha postata un paio di anni fa permettendomi così un veloce copiaincolla :-D].


Ariva Setembar, che grand emusiò!
T'è fat cudà i me furbsòn?
Am ricord a gh'ev dat al veleno p'r i rat
Chi è ch'la sbusà i linsulò?

E t'è no telefunà a tut i don ad l'an pasà
Chisà s'i saran ummò al mond?
La risposta la gh'è, ti cercala ind'i vid,
ma adess cerca da tajam no i did!

Par catà d'l'uga gh'è no da studià,
M'as fa a ves insì disgrasià?
Gh'è sa l'uga ch'l'è cera e lu m'la tra par tera
M'al vurrà mia ves pagà?

L'era andat a la cantena e adess l'è ura ad sena
Al sa sarà mia stravacà?
La risposta la gh'è, ti cercala ind'i vid,
ma adess cerca da tajam no i did!



Se vi state chiedendo come si fa a portarsi la fotocamera in vendemmia rivolgete la domanda direttamente a lei. :-P

See you blue eyes. :-)


Oggi tocca salutare lui, grande icona del cinema per più di mezzo secolo, volto famosissimo in tutto il globo e nello stesso tempo uomo semplice che del matrimonio [il suo con Joanne Woodward è uno dei più duraturi di Hollywood] diceva "La gente resta sposata perché lo vuole, non perché ci sono le porte chiuse" e che pochi giorni fa ha espresso ai famigliari un comunissimo "Voglio andarmene nel mio letto".


“Acting isn't really a creative profession. It's an interpretative one.”


lunedì 22 settembre 2008

Old Pavia


Questa estate, godendo delle prime mattine casalinghe son finito a vedere un vecchio film di Mastroianni ambientato a Pavia. La città come location di film è cosa abbastanza rara e, forse solo per quello, sono rimasto a vederlo. Il film è carino e godibile, si tratta di Fantasma d'amore con Romy Schneider e Marcello Mastroianni. La cosa buffa è che io dal 1991 al 2007 sono andato a Pavia non meno di 4-5 giorni a settimana eppure sento più mia la città del film in cui andavo da piccolo 3-4 volte all'anno. Misteri della mente... :-D


giovedì 18 settembre 2008

Ai "miei" tempi


L'altra sera si era a cena e si dibatteva di cartoni animati e vecchi telefilm. Qualcuno [classe 1980euntocco], ha nominato qualcosa dicendo "ai miei tempi" ed ho risposto "me lo ricordo". Dopo un po' la Vi [classe chiedeteloalei] è spuntata anche lei con un "ai miei tempi" ed ho risposto "me lo ricordo". Al che qualcuno mi ha guardato storto e la Vi...


Vi: Si, lo fa sempre. Anche quando un vecchietto in negozio si mette a parlare della sua gioventù il Nino dice che se li ricorda quei tempi.
Nino: Mica è colpa mia se sono tutti "i miei tempi"! :-D


Battute a parte ho sempre dato molto peso ai racconti delle gente, ho sempre assorbito molto le sensazioni che i racconti sanno trasmettere. Se la storia è bella, i luoghi riesco a farli miei ed il narratore è bravo quella storia diventa mia al pari o più di ricordi di cose fata da me ma distrattamente e senza voglia. Il valore del racconto e la sua lenta scomparsa man mano che la gente che lo ricorda muore mi ha sempre fatto trovare più triste la morte di un anziano che magari è l'ultimo a sapere qualcosa che quella di un giovane che tanto i suoi ricordi sono presenti in moltissime copie. Alla fine non vedo perchè la regola "personale non è sinonimo di importante" non sia applicabile anche per i ricordi. ;-)

sabato 5 luglio 2008

Hokuto no Ken


Ma guardate che vergogna! Se queste cose devo venirle a sapere per caso e pure in ritardo! :-P Ieri sera é uscito nelle sale italiano il primo film della pentalogia di Ken il guerriero. Adesso vediamo se riesco ad avere qualche recensione fidata per capire se é degno di andare a vederselo. speriamo di si, ho viste rovinate troppe cose ultimamente e questa non so se potrei reggerla...






sabato 28 giugno 2008

A noi Soldati ci fa una... :-P


Nell'operosa Padania [dove basta mettere un fazzoletto verde al collo di un maiale per farlo ministro della semplificazione...] in mezzo alla sbandierata modernizzazione [che si traduce nel chiudere le attività produttive e ridurre tutti in precari costretti al lavoro più brutto delle terra: marketing&vendite] l'unico modo di aver ancora voglia di fare ricerca é abbandonarsi agli antichi gesti per ricordarsi che non é sempre vero che "si stava meglio quando si stava peggio". Il problema é che se li lasciamo fare ancora un po' bisognerà cominciare a rimpiangere i vecchi tempi dicendo che "si stava meglio quando si stava meglio"... ^^;


Ed allora, aspettando che gli italiani si decidano ad aprire gli occhi e cacciare Nani e giullari, meglio dare un occhio in giro e scoprire che si può ancora trovare qualche briciola della Padania del "Viaggio nella valle del Po" di Mario Soldati... :-P








La fotografia dell'opera é stata pazientemente [ed ilaremente] curata da Zeta :-)

sabato 26 aprile 2008

Non c'è futuro senza memoria...


Perchè certe cose non spariscano nell'album dei ricordi dei nonni e soprattutto non finiscano nelle mani di revisionisti "creativi".


martedì 15 aprile 2008

Corsi e ricorsi storici...


Buffo come certe situazioni riescano ad evocare la stese figure retorica nelle persone. Il post della Vi parla della bufera per descrivere il risultato elettorale di oggi. Anche a me é tornata alla mente la bufera, quella che cantava Renato Rascel una 70ina di anni fa. L'Italia ha dovuto patire molte sofferenze e spargere molto sangue per liberarsi di un regime basato sulla retorica vuota e sui grandi sogni comuni di una nazione appena nata. Quanta fatica ci vorrà per archiviarne uno basato sulla vuotezza dell'ignoranza e sui piccoli e meschini desideri personalistici di una vecchia nazione che sta morendo?



È arrivata la bufera,
è arrivato il temporale,
chi sta bene e chi sta male,
e chi sta come gli par...
Nella notte profonda,
sembra che uno glielo avesse detto, e invece non glielo aveva detto
che poi anche se glielo avesse detto quello lì non ci sentiva
sai come succede in queste cose qua...
È arrivata la bufera
È arrivato il temporale
Senza pepe senza sale
La minestra non si fa...


venerdì 4 aprile 2008

Ei fu...


Dopo anni di onorato servizio ed una riparazione lunga e travagliata, il mio monitor ha deciso in questi giorni di lasciarci. Vista l'età avanzata ed i costo della precedente operazione toccherà cambiarlo. Speranza di trovare un altro CRT poche o nulle, quindi ho dovuto accettare che il mio futuro é con LCD. :-( Nell'attesa ho dovuto chiedere alla Vi un muletto visto che il moribondo richiede 5 min di pausa ogni 4 di lavoro. [pare uno statale DOC :-P ] Sono andato a recuperarlo ed ho scoperto che mi terrà compagnia per alcuni giorni un vecchio amico: uno dei prim monitor usati per le assistenze ed il monitor del primo gateway di negozio. Nonostante i quasi 12 anni ed il lungo periodo di inattività [ho dovuto picconare via la polvere con lo stesso metodo usato dagli archeologi a Pompei] é partito al primo colpo. Convincerlo che riesce a lavorare a 1024x768 non é stato banale, quel che non si può cambiare é il fatto di essere mooooolto precedente all'avvento dei FlatScreen... In pratica sto guardando un incrocio tra la boccia di vetro dei pesci e la sfera di cristallo degli indovini. :-D


venerdì 22 febbraio 2008

Musica e inflazione... :-D


L'altro giorno in giro mi fanno notare un manifesto del tour dei Persiana Jones. Gli do uno sguardo generale, poi guardo in basso e vedo che il concerto é stato in un locale qui della zona la sera prima...


Nino: Noooooooo! :-O
Zeta: Che c'è?
Nino: Nooooo! Erano ieri!
Zeta: Eh si, erano ieri.
Nino: Nooooo! E' tanto che non li vedo dal vivo! :-(
Zeta: ...
Nino: Nooooo! Ed il chitarrista mi deve una birra... dal '94... ormai con l'inflazione sarà diventata un microbirrificio.
Zeta: ...


lunedì 10 dicembre 2007

As byte goes by... ;-)


In questi giorni hanno compiuto 15 anni gli SMS ed oggi compie un quarto di secolo il Commodore64. E' strano come certi oggi ti sembrino sempre qualcosa di nuovo e nello stesso tempo qualcosa che é sempre stato con noi. Forse é colpa anche nostra che inventiamo le cose troppo in fretta, i nostri avi hanno avuto millenni per abituarsi alla ruota... :-P


P.S. - Quasi quasi domani provo ad andare a vedere di sopra se trovo ancora il mio CPC-464. Qualcuno avrà da ridire, ma é pur sempre un tassello fondamentale della mia infanzia. :-D