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giovedì 26 maggio 2011

Any given day...


"On any given Sunday you’re gonna win or you’re gonna lose. The point is — can you win or lose like a man?"


Describing the movie "any given Sunday", a former football player declared "Baseball is what America aspires to be. Football is what this country is". At the end of the day I feel tired of being football and playing baseball. Knowing all your rules by heart better than how you could ever learn them in a lifetime and still don't understand an inch of them. Feeling in every cell the weight of my ancestors and all the history I know, knowing that I can't repeat an error otherwise my superego will pin me about it forever. Neglect the time going on because each day I have more energy and resistance, need less sleep and food, all that to do things that have less meaning every day. Looking the world and instead seeing the past flash before my eyes. It's night and everyone is gone to his deserved sleep. In a few hours it will be sunrise, the world will wake up, I'll put aside my thoughts and repeat myself that "personal isn't the same as important" and that "you do the job that’s in front of you" doing it "by our own hand or none".


"What kind of human creates his own policeman?"
"One who fears the dark."
"And so he should."
'Indeed. But I think you misunderstand. I am not here to keep the darkness out. I'm here to keep it in. Imagine how strong I must be."

mercoledì 20 aprile 2011

Pensieri "agricoli" ;-)


Le nostre giornate sono piene di frasi, ma una Frase è una cosa differente. Deve avere un suo momentum, come un buon vino deve possedere una persistenza che resti anche dopo averla assaggiata in modo da poterla gustare a pieno. Questa Frase non la sento pronta, è ancora un po' spigolosa ma a qualcuno è piaciuta tanto che ho deciso che meritava di restare com'è nata. Va presa un po' tannica ma spontanea, come il vino fatto in casa. ;-)


Alla fine contano poco le singole frasi, i singoli gesti, le azioni non fatte e i piccoli sbagli lungo il percorso. C'è una sola cosa su cui misurare tutto: dove sei nelle priorità dell'altro, tutto il resto fa contorno. :-)

Night Watch


"That's a nice song" said young Sam, and Vimes remembered that he was hearing it for the first time.
"It's an old soldiers' song", he said.
"Really, sarge? But it's about angels."
Yes, thought Vimes, and it's amazing what bits those angels cause to rise up as the song progresses. It's a real soldiers' song: sentimental, with dirty bits.
"As I recall, they used to sing it after battles" he said. "I've seen old men cry when they sing it" he added.
"Why? It sounds cheerful."
They were remembering who they were not singing it with, thought Vimes. You'll learn. I know you will.


martedì 30 novembre 2010

Arrivederci Maestro... :-)


Niente orazioni per ricordare che ci ha lasciano Mario Monicelli, ultimo grande a lasciarci un vuoto enorme colmabile solo in parte coi tanti film che ci ha lasciato. Per capirlo basta leggere qualche intervista o sentirlo parlare dell'Italia presente con una visione chiara come pochi. Forse il miglior coccodrillo, e l'unico che merita di essere citato è quello di Spinoza.it che ne ricorda la grandezza con quel cinismo e quell'ironia che lui avrebbe apprezzato. Invece di parlare della sua morte meglio chiudere guardandoci qualche frammento di come lui parlava della morte... :-)












domenica 4 luglio 2010

Anobii, il tappo al disordine... ^^;


Qualcuno tra i più attenti avrà notato che nella colonna qui a parte fa bella mostra di se la mia libreria di anobii. Potrei inventare tante belle motivazioni per spiegare la scelta:


  • Condividere con gli altri i miei gusti;

  • Esprimere la mondo le mie critiche letterarie;

  • Confrontarmi con altri punti di vista sui titoli;

  • etc...


ma la cruda verità è che i motivi sono un paio ed entrambi validi per essere internato:


  • Ricordarmi quanti e quali libri ho preso dicendo "poi li leggo" e sono invece persi in gro per casa... ^^;

  • Tenere traccia di quante volte rileggo i miei libri preferiti... ;-P


venerdì 25 giugno 2010

Lab. People come and go...


Oggi ultimo giorno di lavoro per un collega che ci saluta e migra a migliori lidi oltralpe. Passeggiando per i corridoi mi sono trovato a riflettere sulla quotidianità ritmata del lab quando in realtà ben poca della gente che c'era al mio arrivo sia ancora li. Mi sono ricordato allora di un pezzo di un libro di Pratchett in cui il re dei Nani mostra a Vimes la sua ascia di famiglia...


This, milord, is my family's axe. We have owned it for almost nine hundred years, see. Of course, sometimes it needed a new blade. And sometimes it has required a new handle, new designs on the metalwork, a little refreshing of the ornamentation... but is this not the nine-hundred-year-old axe of my family? And because it has changed gently over time, it is still a pretty good axe, y'know. Pretty good. Will you tell me this is a fake?


Ci saranno nuovi arrivi e nuove partenze, ma devo dire che a sto giro ci lascia un'ottima lama. :-)

domenica 6 giugno 2010

La ricerca di un po' di comprensione...


Capisco che non sia facile capire il mondo della ricerca dall'esterno e capisco anche che spesso possa sembrare il ramo della Stato che, a parità di spesa, da meno al cittadino vista la mancanza un contatto diretto. Sarebbe però cosa utile cercare di informarsi prima di sputar sentenze. Per chi vuol parlare senza accendere il cervello ci sono i mondiali a breve... -.-; Quello qui a seguito è un articolo apparso sulla Provincia Pavese alcuni giorni fa e che voglio condividere con voi. Forse può servire a tuti quelli che, almeno una volta, mi hanno chiesto "Ma tu di preciso cosa fai?" :-P



Il Ricercatore offeso e umiliato di Piersandro Pallavicini

Negli ultimi due mesi non ho avuto sabati e domeniche. Quei giorni per abitudine devoti a famiglia, divertimento e riposo, li passavo nel Dipartimento come fossero uguali agli altri. Ma no, sbaglio: erano giorni migliori degli altri. Non ci sono lezioni il sabato e la domenica, non ci sono laureandi e borsisti che bussano alla porta dello studio. Si riesce a leggere, pensare, scrivere meglio, il sabato e la domenica, nel Dipartimento immenso e vuoto, silenzioso e buio. Io al piano terra, al piano di sopra un altro ricercatore come me, al piano di sopra un altro paio, e una ricercatrice all'ultimo piano. Noi chiusi negli studi, inconsapevoli delle altrui presenze, isolati gli uni dagli altri dalle luci spente dei corridoi, dai giroscale fosforescenti per il chiarore spettrale delle macchine del caffè, mentre fuori il giardino è deserto, e il mondo è altrove, dopo il recinto degli istituti.
Potrebbe sembrare perfino una situazione romantica. Cupa, ma romantica. E invece no, non lo è. E' solo una rottura di palle, va bene? Una solenne rottura di palle. Non ci vado volentieri il sabato e la domenica in Dipartimento. Sono un ricercatore, sono uno scienziato, d'accordo. Ma ho una vita come tutti gli altri. E' per questo che oggi, domenica, alle undici di mattina, oggi che ho finalmente chiuso ed inviato al Ministero dell'Università il progetto di ricerca che mi ha succhiato l'esistenza per due mesi, è per questo che esco dal Dipartimento col cuore leggero. Faccio a piedi via Taramelli, poi viale Golgi, la stazione, piazzale Minerva, il corso. E' la solita Pavia, ma c'è il sole e tutto mi sembra bellissimo. Scendo per piazza del Duomo, svolto, entro nel mio caffè. So cosa sta succedendo. Le ho lette le proposte di legge. Sono stato alle assemblee. Sono indignato come tutti, protesterò come gli altri. Ma oggi ho chiuso mesi di lavoro, ho il sorriso sulle labbra e voglio fare una vera, dolce, prima colazione.
Cosa succederà se questo progetto di ricerca verrà approvato? Bè, il mio gruppo di ricerca riceverà centomila euro e avrà due anni per spenderli su quanto ci siamo proposti di fare. Potremo pagare borse di studio a un paio di dottori di ricerca e a un laureato. Potremo acquistare uno strumento fondamentale, e tutti i reagenti, la vetreria, i gas che ci serviranno per lavorare.
Mi arrampico su uno sgabello, di fronte al banco. Ordino un cappuccino. Ordino una brioche ripiena di miele. E no, nemmeno un euro di quel che riceverò se otterremo il finanziamento, finirà nelle mie tasche. Sono soldi per la ricerca, non per l'esimio Dr. Pallavicini. Proprio nemmeno un-euro-uno. Non ci credono, i miei amici non universitari, quando gli spiego che per tutti noi è così.
"Ma perché lavori il sabato e la domenica, allora? Ma chi te lo fa fare?". Appoggio i gomiti sul bancone, appoggio il mento sui palmi delle mani, mi guardo nello specchio e sorrido. Nello specchio, quello seduto al bancone di fianco a me mi guarda con aria interrogativa. Forse avrà pensato che stessi sorridendo a lui. Ha una camicia con le maniche arrotolate, mezza dentro e mezza fuori dai pantaloni grigi. Ha delle scarpe prada. Ha la pancia, no, il salvagente, che sborda fuori dalla linea della cintura. E parla, ingobbendosi verso di lei, con una sessantenne dai capelli ossigenati pettinati a telefono, e la gonna del tailleur che le sale sopra le ginocchia ossute.
Arriva il cappuccino, ne prendo un sorso, è delizioso. Anche della brioche ne prendo un morso ed è deliziosa. L'uomo ingobbito ha in mano un giornale e indica una pagina alla donna: "Poi cosa vorrebbero questi qui?". Manda giù una manciata di noccioline. "I ricercatori che protestano... ma che pedalino!".
Lei annuisce, scuote la testa. Come a dire: un caso senza speranza. E lui fa un gesto circolare con la mano. Buoni quelli, ecco cosa intende. Metto giù la brioche: tanto è diventata amara. Li guardo nello specchio, e non mi importa se lo sguardo è fisso e sembro spiritato: è così che mi sento ora.
La fuga dei cervelli. Gli orari da statali. I privilegi. Il fancazzismo. Gli sta bene, a questi cosiddetti intellettuali pieni di sé. Questo esce dalla bocca dell'oracolo ingobbito, questo ricevono serenamente le orecchie della non più giovane che non si è rassegnata al passaggio dell'età. Questo, capisco in un istante di illuminazione sacra e tragica, è quanto circola nelle teste della gente. Smetto di guardare lo specchio. Ma si, c'è il mondo e il sole fuori dalle vetrine. Scendo dallo sgabello, riportando i piedi a terra, la tazza del cappuccino è ancora quasi piena, ma non mi va più. Faccio un passo verso la cassa. Stanno ancora parlando del mondo marcio e mediocre dell'università, questi due, disgustati della mera esistenza degli intellettuali. Ci ripenso. Torno indietro. Mi allungo a prendere un tovagliolo da una pila che sta proprio di fronte a loro. Ma è una finta, non mi serve. Mi serve dare una gomitata al piattino e far volare tazza e cappuccino in grembo a quei due. Poi vado a pagare. E no, non mi fermo neanche a chiedergli scusa.

mercoledì 22 luglio 2009

Nooo! San Giovanni!!!


Non preoccupativi, niente visioni mistiche dovute al caldo. E' semplicemente la solenne esclamazione dei padri che mi è scappata i primi giorni di luglio accorgendomi che non avevo ancora colto le noci per fare il nocino.
Rimediamo il prima possibile e, mentre procedo a tagliare le noci in quarti, che finalmente vanno, con un tonfo sinistro, ad immergersi nell'alcol sento "qualcuno" dire "vabbé, tanto la stagione quest'anno è in ritardo". Mi fermo di colpo, mi metto a ridere e, quando riesco a smettere, dico "Questa l'ho già sentita".


Per chi non avesse capito le citazioni, sto parlando del famoso famigerato scritto di Michele Serra sul Nocino. Per chi non lo avesse letto e per chi volesse rileggero, lo si trova come sempre qui.


lunedì 6 aprile 2009

Sapevatelo, ovvero... Pubblicità progresso


Per chi è rimasto affascinato dal libro di Augias* non posso non consigliare di passare in edicola a prendere i DVD. Volevo aspettare di vedere tutti e 4 prima di fare una recensione, poi mi sono ricordato quanto odio quando giornate e TV parlano di un evento solo dopo che è avvenuto. Quindi per ora vi lascio un promemoria, per il commenta tra una decina di giorni [il che vuol dire che il post vedrà la luce tra 10 giorni o 10 mesi :-P ]



*: Le altre possibili opzioni sono 2:


  • Non lo avete letto: Vedete di rimediare al più presto.

  • Lo avete letto e non vi è piaciuto: Non avete il gusto dell'aneddoto e dello spiegone, mi spiace per voi e la vostra esistenza grigia... :-P

domenica 5 aprile 2009

Racconti brevi :-P


Capita alle volte di volersi lasciar andare a letture più frivole e sbrigative. Storie semplici, con pochi personaggi, semplici da seguire e che non impegnino la mente. A questa idea si ispira l'ultimo acquisto:



Ovvero la storia di come è nata la più grande e famosa chiesa del mondo con storie di congiure, odi, litigi, colpi di genio ed una lista di papi, cardinali, artisti e principi da sembrare un elenco del telefono. :-P

domenica 22 febbraio 2009

But here and now we are alive...


At the end of the day
after all as been said and done
when all people have been put to sleep
considering the day as died
there and then we are alive
feeling the sound of silence
listening the friendly steps of time nearby
and looking at the shape of things to come
before the world wakes up and try to force on them
the unbalanced symmetry of right and wrong,
the dirty dress of good principles
and sweat trying to bend them to form they dream of Future.







domenica 18 gennaio 2009

Riflessioni 2.0 ;-)


Il mondo cambia ed anche le riflessioni a volte hanno bisogno di essere aggiornate. L'altro giorno, immerso nel codice, ho pensato alla versione IT di una famosa frase di John Lennon:


La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare debug.


lunedì 22 dicembre 2008

Io, Golem


Guardando una foto della cerimonia mi è venuta in mente una citazione di Pratchett. E' il motto dei Golem che, nonostante vivano e lavorano con e per gli umani, non sono interessati a nessun aiuto esterno nella costruzione della loro libertà perché altrimenti non sarebbe tale.


Alcune cose valgono solamente se ce le creiamo da soli...



...By Our Own Hand, Or None.

venerdì 28 novembre 2008

Personal is not the same as important. ;-)


Capita spesso che la gente con cui ho a che fare sia personalmente che lavorativamente tenda a ringraziare in modo anche stupito quando uso parte del mio tempo per cercare di aiutarli a risolvere dei loro problemi. Io non ci trovo nulla di strano, sono sempre stato un sostenitore del "personale non è sinonimo di importante" [Come dice il capitano Carota :-P]. in generale, e oltretutto non vedo nella cosa solo qualcosa di puramente altruistico. Secondo me quando ci si trova davanti ad un problema si è costretti a vederlo troppo da vicino e si perde la prospettiva. Con i problemi altrui non succede e questa "prospettiva" permette sia all'altro di avere un punto di vista extra che a me di fare tesoro di ragionamenti e soluzioni utili per quando potrebbe toccare a me affrontare qualcosa di simile. Diciamo che si potrebbe chiamare "altruismo utilitaristico. ;-P

venerdì 17 ottobre 2008

An hard boiled egg, please...
...ovvero, il giro del mondo in 80 treni. ;-)


Settimana scorsa mi accingo a prendere il bus per andare in stazione e rientrare a casa. Aspetto 5 min.. 10 min... 20 min... mezzora... Scopro da alcuni passanti che i bus non passano causa una manifestazione in centro. Attraverso la città di corsa con zaini e portatile e, ovviamente, perdo il treno. Riesco a fare al volo un biglietto regionale per Firenze dove riesco a piazzarmi su un treno per casa. Arrivo cotto e zuppo [il maglione levato a Firenze era ancora fradicio il pomeriggio dopo] maledicendo i manifestanti e scopro che stanno manifestando contro i tagli all'università e alla ricerca... in pratica per difendere il mio stipendio... e per farlo mi hanno fatto spendere quasi 40€ di treni... ^^; E' in questi momenti che mi vengono in mente le parole di Vimes in Night Watch:


Reg Shoe: "You'd like Freedom, Truth and Justice, wouldn't you, comrade sergeant?"
Vimes: "I'd like a hard-boiled egg."
Reg Shoe: "In the circumstances, sergeant, I think we should set our sights a little higher--"
Vimes: "Well, yes, we could. But... well, Reg, tomorrow the sun will come up again, and I'm pretty sure that whatever happens we won't have found Freedom, and there won't be a whole lot of Justice, and I'm damn sure we won't have found Truth. But it's just possible that I might get a hard-boiled egg."

giovedì 19 giugno 2008

The Ghost


Ho messo le mani sull'ultimo libro di Robert Harris: The Ghost. Devo ammettere che ho un debole per questo scrittore che reputo decisamente di alto livello. C'è da dire che alcuni tratti comuni nei protagonisti dei vari romanzi inizino, dopo 6 libri, a dare un po' troppi indizi sulla trama del libro già dopo una manciata di pagine. Ma come sempre nei libri di Harris quello che affascina è il realismo con cui descrive l'ambiente sia questo l'antica Roma, un presente fantapolitico o il nostro presente. In questo libro alcuni tratti servono a riflettere sul nostro presente, sulla nostra informazione e sui dibbi di quali siano veramente gli "interessi comuni" che spesso i politici dicono di voler perseguire. Nel complesso una piacevole lettura utile per un po' di svago ma con qualche spunto di riflessione lungo il cammino.


  • And what they have in common, these bad books, be they novels or memoirs, is this: they don't ring true. I'm not saying that a good book is true necessarily, just that it feels true for the time you're reading it.

  • It isn't having power that's exhausting—it's not having it that wears you out.


martedì 11 marzo 2008

Buona apocalisse a tutti!


Questo il titolo in italiano di un divertente libro scritto a 4 mani dall'inarrestabile Terry Pratchett e da Neil Gaiman. E' folle, irriverente e meriterebbe una scomunica a pagina... praticamente un piacere leggerlo! :-D


  • Have a nice doomesday. -- Back cover blurb

  • CAVEAT - Kids! Bringing about Armageddon can be dangerous. Do not attempt it in your own home.

  • It wasn't a dark and stormy night. It should have been, but there's the weather for you. For every mad scientist who's had a convenient thunderstorm just on the night his Great Work is complete and lying on the slab, there have been dozens who've sat around aimlessly under the peaceful stars while Igor clocks up the overtime.

  • [Humans] were born into a world that was against them in a thousand little ways, and then devoted most of their energies to making it worse.

  • He couldn't see why people made such a fuss about people eating their silly old fruit anyway, but life would be a lot less fun if they didn't. And there was never an apple, in Adam's opinion, that wasn't worth the trouble you got into for eating it.


martedì 25 dicembre 2007

By our own hand, or none... :-)


A volte per fare le cose bene bisogna farsele da soli. Quelli che si vedono sono le tagliatelle fatte con gli avanzi di pasta. Vi lascio solo immaginare la quantità di ravioli di brasato fatti con un kilo abbondante di asino... :-P


Happy Hogswatch! :-D


E' passata la notte più lunga dell'anno e già ci lasciamo alle spalle il giro di boa e puntiamo di nuovo verso la stagione calda. Oggi si parlava di feste riciclate ed ereditate, di tradizioni che passano di cultura in cultura. Qualunque sia la vostra fede, qualunque sia il modo in cui festeggiate... Buone feste!



    You better watch out... :-P

martedì 11 dicembre 2007

Two of Crazy People


Ovviamente sono poi andato alla presentazione di "Stelle Cadenti" a sentire Terry Pratchett parlare del libro e del Mondo Disco. La cosa era un po' surreale, ma per capirlo serve una piccola precisazione: i libri da lui scritti sono quasi una quarantina, mentre in Italia ne sono stati pubblicati per ora solo una decina. Il risultato di tutto ciò era che la maggior parte dei presenti capiva lui che parlava inglese e trovava inutile e fastidiosa la tradutrice che gli era stata affiancata. Il tipo che era li a fare gli "onori di casa" parlava come se stessimo discutendo de "l'ultima fatica letteraria" per darle un senso di novità, mentre stiamo parlando di un libro scritto una decina di anni fa. a parte tutto ciò, la presentazione é stata molto divertente e lui brillato quanto i suoi racconti. Alla fine il rituale giro di autografi e foto. Nonostante sia una cosa che ho fatto rarissime volte in vita mia, non ho potuto resistere. Ovviamente il mio autore preferito non può essere più serio di me... mi ha visto decisamente più alto di lui ed ha deciso di abbassarsi ulteriormente. Io, per non essere da meno, mi sono messo in punta di piedi. Il risultato che ne é uscito lo potete vedere qui sotto... :-P